"la vela è una religione... hai suoi riti. se fa bello, fa bello. se c'è vento, c'è vento. e se non c'è vento, si aspetta, si sorveglia. hai fame, mangi. hai sete, bevi. ti prende sonno, dormi. è una scuola di pazienza." - Bernard Moitessier

7 luglio 2008

Issa: perchè ?




La nostra barca è una HR 352 e si chiama Issa 2. Poiché è stata battezzata dal precedente proprietario ci siamo sempre chiesti:

ma perché Issa ? Cosa significa ? Da dove viene ?

Quindi, visto che ormai su Internet si trova di tutto, ma proprio di tutto, mi sono armato di pazienza e mi sono messo in caccia.
Non nascondo che ho da subito nutrito la neanche troppo segreta speranza che il nome avesse una solida origine mitologica... Non è spesso così per i nomi delle barche ? Certo, mi dicevo, d'altro canto quale sconsiderato userebbe una esclamazione (ohhh, issa !!) per dare il nome alla sua barca ? Ma stiamo scherzando ? E soprattutto: ma cosa c'entra ? E ancora: ma quali altre possibilità ci sono ?
Il nome della barca è una cosa seria, deve evocare passione, audacia, ma anche armonia, serenità, sicurezza. Insomma deve essere una specie di distillato di emozioni e sensazioni che l'armatore deve riuscire a sintetizzare in una sola parola, massimo due.
Ricordo per esempio che una delle prime barche sulle quali sono salito si chiama "Tanit"; è un Comet 38, davvero bella, e ricordo che appena lessi il nome mi dissi: "che scelta divertente, l'armatore deve essere un appassionato del buon bere se ha scelto il nome di un Moscato di Pantelleria per la sua barca !". Imbarazzante ! ...Solo poche ore dopo mi spiegò che Tanit era una delle più importanti divinità per i Cartaginesi, era la protettrice della città e - addirittura - la sua effigie veniva usata per coniare le monete !
Da allora cerco di non commettere più errori ed è per questo che ho provato una certa soddisfazione quando ho trovato la risposta a tutte le nostre domande. Ebbene, Issa altro non è che uno dei nomi con cui fu soprannominato Achille durante il suo soggiorno a Sciro, alla corte del re Licomede, dove fu condotto dalla madre Teti per sottrarlo al rischio di morire in guerra come profetizzato dall'indovino Calcante. La leggenda vuole che Achille, durante i nove anni del suo soggiorno a Sciro, vestisse abiti femminili e passasse il suo tempo con le figlie di Licomede, ecco perché Issa o Pirra (dal colore dei capelli biondi), nome che poi (Pirro) fu ereditato dal figlio Neottolemo.
Adesso però nuove domande si affacciano insistenti:

Il nesso ? Forse sotto le discrete forme dell'Hallberg-Rassy 352 batte il cuore di un feroce guerriero ?

Non lo so... Una cosa alla volta. Intanto mi accontento dell'indagine preliminare. La prossima puntata è rimandata a quando un paio di chiacchierate in pozzetto, fra un buon toscano e un bicchierino, ci avranno fatto venire in mente qualche ispirazione. ...E si che toscani, grappe, whisky e rum di ispirazioni ce ne faranno venire davvero parecchie...
P.S. In questi giorni ho un tallone dolorante. Credo di essermi procurato l'indolenzimento in barca... sarà un caso ?

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