"la vela è una religione... hai suoi riti. se fa bello, fa bello. se c'è vento, c'è vento. e se non c'è vento, si aspetta, si sorveglia. hai fame, mangi. hai sete, bevi. ti prende sonno, dormi. è una scuola di pazienza." - Bernard Moitessier

28 aprile 2009

America's Cup: i nuovi mostri

...per spiegazioni sul titolo, guardare qui.
è il nuovo trimarano da 90 piedi di BMW Oracle...

21 aprile 2009

l'ormeggio si prenota online

qualcuno lo sta realizzando...

si tratta di un servizio online che consentirà di prenotare direttamente da un sito Internet - MarinaVIP - l'ormeggio nei vari porti che attraverseremo durante la nostra crociera.
Il sistema, che dovrebbe basarsi su Google maps, mostrerà all'utilizzatore i vari ormeggi disponibili alle date richieste in modo da selezionare quello ottimale secondo il piano di crociera. Al momento della prenotazione online (con carta di credito) verrà trattenuto un deposito di circa il 20%; il resto verrà poi versato al momento dell'arrivo in porto secondo la tariffa prevista per il porto e il posto barca in questione.
Indispensabile aggiungere che serve un po' di pazienza, il servizio non è ancora disponibile ma dovrebbe esserlo a partire dalla prossima estate.
La società che gestisce il sito punta alla creazione di una specie di network con i gestori dei vari marina i quali pagherebbero una fee a MarinaVIP per ogni ormeggio venduto tramite il sito.

Chissà come valuteranno l'iniziativa i vari gestori italiani statisticamente poco inclini ad accettare prenotazioni (se non attraverso i soliti canali) ...
Molto probabile che saranno pochi i marina italiani che aderiranno al network... si accettano scommesse.

fonte: Yachting & Boating World

EPIRB: una guida all'uso

Come molti sanno l'EPIRB (Emergency Position Indicator Radio Beacon) è una radioboa di emergenza in grado di emettere un segnale radio che viene raccolto da una rete di satelliti i quali, a loro volta, instradano la richiesta di soccorso a una stazione a terra per l'attivazione dei soccorsi in mare.
Quello che invece è un po' confuso (almeno in Italia) sono i requisiti necessari per poterlo utilizzare e i principi di funzionamento.
Andiamo per ordine. Innanzitutto è bene ricordare che l'EPIRB è una dotazione di sicurezza obbligatoria per la navigazione senza limiti dalla costa (oltre le 50 miglia), secondo quanto previsto dal Codice della Nautica da Diporto. Esistono vari tipi di dispositivo, ma due sono quelli attualmente in uso per scopi marittimi:
  • I Categoria: si attiva automaticamente, sganciandosi dal suo supporto quando viene immerso nell'acqua e raggiunge una profondità da 1 a 4 metri.
  • II Categoria: si attiva manualmente, quindi deve essere mantenuto a bordo in una posizione facilmente raggiungibile in caso di emergenza.
Ambedue le categorie di dispositivo trasmettono un codice d'identificazione digitale sulla frequenza a 406 MHz oltre che un segnale analogico a bassa potenza sui 121.5 MHz (quest'ultimo funzionale al processo di calibrazione del segnale in modo da rendere più efficiente radiogonometrare la trasmissione e, quindi, agevolare la localizzazione della sorgente del segnale).
Una volta in funzione il segnale trasmesso dall'EPIRB viene ricevuto dalla rete satellitare COSPAS-SARSAT, inizialmente attivata da Canada, Francia, USA e Russia e poi estesa a molti altri paesi, inclusa l'Italia. La stazione terrestre italiana COSPAS-SARSAT si trova a Bari presso la Stazione Navale della Guardia Costiera e l'ente che la gestisce è la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto - Guardia costiera.
La rete satellitare riceve il segnale di soccorso e lo rilancia alle stazioni terresti che elaborano il segnale estraendo le informazioni di localizzazione e allertano i centri per la ricerca e soccorso competenti per area geografica.


Il segnale emesso dall'EPIRB contiene un identificativo univoco digitale con le informazioni specifiche e caratteristiche esclusive della imbarcazione.
Al momento dell'acquisto l'EPIRB deve essere programmato con il codice M.M.S.I. (Maritime Mobile Service Identity) da richiedere a cura dell'armatore presso il Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni - Ispettorato Territoriale competente (qui trovate il modulo per la richiesta presso l'Ispettorato territoriale della Toscana). Il codice M.M.S.I è un numero di 9 cifre le cui prime tre sono identificative del paese (per esempio 247 per l'Italia).
Ed è qui che casca l'asino, poiché, almeno fino a pochi mesi fa, la richiesta del codice M.M.S.I. era subordinata al possesso dell'abilitazione GOC, ROC, LRC o SRC, anch'essa rilasciata dall'Ispettorato Territoriale delle Comunicazioni ma riservata agli operatori del settore, ufficiali di Marina o personale marittimo in genere. Adesso le cose sono cambiate e per ottenere il codice M.M.S.I. non è necessaria alcuna abilitazione particolare a patto che si dichiari che l'uso di tale codice è esclusivo per l'apparecchiatura EPIRB. In alternativa infatti il codice M.M.S.I. deve essere usato anche nei casi in cui si abbia a bordo una apparecchiatura radio VHF/DSC (Digital Selective Calling), cioè non un "normale" VHF ma un apparato radio che fa parte del sistema GMDSS (Global Marine Distress and Safety System) , sistema mondiale di soccorso e sicurezza marittimo per l’intero globo terrestre. E in questo caso non si sgarra: una stazione radio VHF/DSC deve essere utilizzata da un operatore con la specifica abilitazione (il certificato limitato di radiotelefonista non è sufficiente). Il motivo non è proprio futile: è opportuno che chi ha per le mani un apparato evoluto per la richiesta di soccorsi sia abbastanza competente ed equilibrato. Insomma non è proprio il caso di lanciare un segnale di soccorso così tanto per fare una prova ed è bene avere molto chiaro quali sono le procedure da seguire quando si ha davvero necessità di lanciare un Mayday.
Lo so, sembra un cane che si morde la coda, ma in ogni caso nella malaugurata circostanza di dover fare ricorso ad un apparato di sicurezza come l'EPIRB credo che nessuno si preoccuperebbe troppo della burocrazia, mi sbaglio ?

12 aprile 2009

uragani: stato di quelli in corso e storia di quelli passati

davvero molto interessante questo sito, dove, grazie ad un interfaccia grafica stile Google Earth, è possibile accedere all'osservazione dei fenomeni meteo relativi agli uragani, non solo quelli in corso (quando - purtroppo - ce ne sono) ma anche quelli passati.
Il sito si chiama Stormpulse ed è nato nel 2004 da un progetto di due appassionati softwaristi (trovate tutte le info al riguardo, se vi interessa, nel blog del sito).

Nel sito è possibile

  • osservare l'evoluzione degli uragani risalenti fino al 1851
  • osservare lo stato della copertura nuvolosa aggiornata ogni 6 ore (attualmente si può risalire fino al 2005)
  • se si clicca su una città quando c'è un uragano in corso si possono osservare le previsioni dei venti su quella città per i prossimi 5 giorni
  • osservare immagini satellitari aggiornate ogni 30 minuti
  • vedere le condizioni meteo in tempo reale associate ad ogni immagine satellitare
  • ...ed altro ancora !
Sperando di non doverlo mai usare per osservare un uragano in corso nella zona in cui ci troviamo... Forse in quel caso navigare su internet non sarebbe proprio la prima cosa che ci viene in mente...

7 aprile 2009

varo col botto

è a causa di notizie come questa che si prova sempre un sottile senso di inquietudine durante ogni varo...
Questa volta è successo a Portchester (Hampshire, UK). La gru da 40 tonnellate, apparentemente a causa di un guasto idraulico, è crollata schiantandosi sulla barca che stava rimettendo in acqua.
Ecco la gru in azione prima e ...dopo il botto:


3 aprile 2009

a proposito di America's Cup [update]

nuovo ribaltamento di fronte...
In appello la spunta Oracle (BMW sembra che abbandoni la sponsorship causa crisi). La prossima Coppa America si farà entro dieci mesi, la sede la sceglie Alinghi e si regata su megamultiscafi...



2 aprile 2009

salva ancore: semplice ed efficace

Interessante; questo semplice "gancio" sembra proprio l'uovo di Colombo dell'ancora incagliata. Si chiama Ultra Trip Hook - prodotto in Turchia dalla Boyut Marine - e serve a disincagliare (senza tuffi e tender) l'ancora incagliata in una catenaria o, peggio, da un'altra ancora calata sulla nostra. In Italia è distribuito dalla F&B Yachting.
Proprio quello che sarebbe servito l'estate scorsa a Rondinara, quando un malaccorto velista ha calato la sua ancora esattamente sulla nostra, spedandola. Peccato che in vicinanza ci fosse un banco di scogli affiorante e che il motore non partisse causa batteria scarica ...la legge di Murphy dice la verità, giuro !
Probabilmente questo oggetto ci avrebbe evitato qualche livido e un mezzo marinaio rotto...
Non ho trovato il prezzo, se qualcuno me lo dice gliene sarei grato.
Ah, dimenticavo: ecco un semplice schemino che ne spiega l'elementare impiego