
...del soffio del vento sulle vele e del frangersi delle onde sullo scafo mentre ogni tanto qualche scricchiolio (le scotte, le drizze, i winch...) ti ricorda che non devi, non puoi rilassarti completamente, mai mentre navighi... non sembra tutto fatto apposta perché quando trovi il prossimo approdo, la prossima rada, il prossimo riparo, tu possa apprezzare anche l'altra parte dell'incanto, cullato dal dolce dondolio del mare ?
Io credo di si, credo che ci sia un motivo, e magari prima o poi capirò anche qual è.
Insomma, non è che voglia fare il filosofo o che voglia scimmiottare un romanziere dei vecchi tempi, è che quando si cerca di descrivere una passione, una sensazione, un piacere, le parole precise non si trovano mai. Per quanto ti sforzi, sembra sempre che manchi qualcosa; ci pensi, scrivi, ti sembra di aver reso l'idea, poi rileggi e ti dici:
no, non è proprio così... si, rende l'idea, ma non è abbastanza...
e allora ti fai un po' prendere la mano nella ricerca del dettaglio, che però rimane inevitabilmente inafferrabile...
Comunque di questo si tratta, di andar per mare, ma attenzione, non genericamente "andar per mare", direi piuttosto "andar per mare a vela", che è tutta un'altra cosa. Lo dico soprattutto per tutti quelli che non hanno mai avuto la fortuna di provare, ma anche - e soprattutto - per quei simpaticoni che, motori a tutta birra e mare piatto (uniche condizioni che siano loro familiari), ti passano vicino, ma così vicino che ti costringono a spostarti, senza ricordare come ci si comporta in mare, beh forse senza proprio saperlo !
E' proprio vero: non è una barca se non ha un albero !
Mi raccomando, non dimenticatelo. Se poi volete anche capire il perché, non vi resta che salire a bordo (di una barca a vela, ovvio !) e - mal di mare permettendo - capirete ...

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